Psicologo e Psicoterapeuta online per Vercelli
Consulenza online, da casa tua. Se poi vuoi lavorare in presenza, lo studio è a Casale Monferrato.
Il problema è che non hai motivo di stare male
Hai una casa. Un lavoro, o una pensione che basta. Non ti manca niente di quello che si può mettere in un elenco.
Per questo, quando qualcuno ti chiede come va, rispondi "bene". E in un certo senso è pure vero.
Poi però ci sono le sei di sera d'inverno, che qui sembrano le undici. La nebbia che chiude tutto. Il paese in cui abiti, dove ogni anno c'è una serranda in più abbassata e una persona in meno. I figli che hai cresciuto e che adesso vivono altrove, perché il lavoro l'hanno trovato là.
E c'è quella cosa che non sai bene come chiamare. Non è tristezza. Non è nemmeno stanchezza. È una specie di peso che ti trovi addosso la mattina, prima ancora di aprire gli occhi.
E la prima cosa che ti dici è: "ma di cosa mi lamento?"
Per questo, quando qualcuno ti chiede come va, rispondi "bene". E in un certo senso è pure vero.
Poi però ci sono le sei di sera d'inverno, che qui sembrano le undici. La nebbia che chiude tutto. Il paese in cui abiti, dove ogni anno c'è una serranda in più abbassata e una persona in meno. I figli che hai cresciuto e che adesso vivono altrove, perché il lavoro l'hanno trovato là.
E c'è quella cosa che non sai bene come chiamare. Non è tristezza. Non è nemmeno stanchezza. È una specie di peso che ti trovi addosso la mattina, prima ancora di aprire gli occhi.
E la prima cosa che ti dici è: "ma di cosa mi lamento?"

Quella domanda è la trappola
Perché ti toglie l'ultima cosa che ti restava: il permesso di stare male.
Da queste parti si è sempre fatto così si tiene duro, si va avanti, il lamento non ha mai arato un campo. È una virtù, e per certi versi lo è davvero. Ma diventa una prigione quando il malessere arriva comunque e tu non hai un motivo abbastanza grosso da poter mostrare aglialtri.
Così te lo tieni. E te lo tieni bene, per anni.
C'è chi ha un motivo eccome, e non serve a niente lo stesso: chi guarda la propria azienda andare sotto costo per decisioni prese da qualche parte lontano da qui. Fai tutto come l'hai sempre fatto, come l'ha fatto tuo padre, e affondi comunque. Non è colpa tua e non puoi farci niente che è forse la combinazione più logorante che esista.
Non stai impazzendo. E non sei ingrato. Non serve una tragedia per avere il diritto di stare male.
Da queste parti si è sempre fatto così si tiene duro, si va avanti, il lamento non ha mai arato un campo. È una virtù, e per certi versi lo è davvero. Ma diventa una prigione quando il malessere arriva comunque e tu non hai un motivo abbastanza grosso da poter mostrare aglialtri.
Così te lo tieni. E te lo tieni bene, per anni.
C'è chi ha un motivo eccome, e non serve a niente lo stesso: chi guarda la propria azienda andare sotto costo per decisioni prese da qualche parte lontano da qui. Fai tutto come l'hai sempre fatto, come l'ha fatto tuo padre, e affondi comunque. Non è colpa tua e non puoi farci niente che è forse la combinazione più logorante che esista.
Non stai impazzendo. E non sei ingrato. Non serve una tragedia per avere il diritto di stare male.
Ma c'è una cosa che non chiede il permesso
Il tuo corpo.
Il sonno che si spezza alle quattro e non torna. Lo stomaco chiuso. La testa che gira senza motivo. Il cuore che parte da solo mentre sei fermo in macchina davanti a un semaforo.
Ti hanno detto che è lo stress, che è la stagione, che passerà. Oppure sei finito al pronto soccorso convinto che fosse il cuore, e ti hanno detto che è tutto a posto.
E allora perché stai ancora male?
C'è un disagio che la mente non dice, ed è proprio quello che il corpo somatizza. Il diaframma si contrae. Il respiro si fa corto. Arriva meno ossigeno, e il corpo suona l'allarme: tachicardia. Tu ti spaventi e la paura aggiunge altra tensione.
È un circuito. E si alimenta da solo.
Ecco perché parlarne non basta, e perché le pastiglie non risolvono: agiscono sul pensiero o sulla chimica, ma il circuito resta intatto.Nessuno ti ha mai insegnato a leggerlo, tantomeno a spegnerlo.
Perché il corpo non mente mai. E non gli interessa se tu ritieni di avere un buon motivo.
Il sonno che si spezza alle quattro e non torna. Lo stomaco chiuso. La testa che gira senza motivo. Il cuore che parte da solo mentre sei fermo in macchina davanti a un semaforo.
Ti hanno detto che è lo stress, che è la stagione, che passerà. Oppure sei finito al pronto soccorso convinto che fosse il cuore, e ti hanno detto che è tutto a posto.
E allora perché stai ancora male?
C'è un disagio che la mente non dice, ed è proprio quello che il corpo somatizza. Il diaframma si contrae. Il respiro si fa corto. Arriva meno ossigeno, e il corpo suona l'allarme: tachicardia. Tu ti spaventi e la paura aggiunge altra tensione.
È un circuito. E si alimenta da solo.
Ecco perché parlarne non basta, e perché le pastiglie non risolvono: agiscono sul pensiero o sulla chimica, ma il circuito resta intatto.Nessuno ti ha mai insegnato a leggerlo, tantomeno a spegnerlo.
Perché il corpo non mente mai. E non gli interessa se tu ritieni di avere un buon motivo.
Come posso aiutarti? Con la Terapia Somatopsichica
Sono il Dott. Giampaolo Falasca. Faccio questo mestiere da 35 anni e ho sviluppato un mio metodo, la Terapia Somatopsichica, che unisce la terapia cognitivo-comportamentale al lavoro pratico sul corpo. Funziona su tre leve:
1. Misuro, non indovino.
Con una strumentazione dedicata registro la tensione dei tuoi muscoli, il ritmo del cuore, quanto sei reattivo. Il tuo malessere smette di essere un'opinione e diventa un dato. Che si può vedere e rivedere più avanti, per verificare che stiacambiando.
E qui c'è una cosa che ti riguarda da vicino: se hai passato anni a chiederti se stavi esagerando, vedere i tuoi valori su uno schermo chiude la questione. Non stavi esagerando.
2. Ti restituisco il tuo respiro.
Rieduchiamo la respirazione finché non torna automatica. Diventa il tuo metro: ti accorgi della tensione che sale prima che diventi panico. È uno strumento tuo, che ti porti ovunque.
3. Un percorso che ha un inizio, e avrà anche una fine.
Dopo la valutazione ti consegno un Programma Terapeutico: nero su bianco cosa faremo, in quanto tempo, con quali obiettivi da verificare insieme. Il mio scopo non è tenerti in terapia per sempre è aiutarti a non averne più bisogno.
1. Misuro, non indovino.
Con una strumentazione dedicata registro la tensione dei tuoi muscoli, il ritmo del cuore, quanto sei reattivo. Il tuo malessere smette di essere un'opinione e diventa un dato. Che si può vedere e rivedere più avanti, per verificare che stiacambiando.
E qui c'è una cosa che ti riguarda da vicino: se hai passato anni a chiederti se stavi esagerando, vedere i tuoi valori su uno schermo chiude la questione. Non stavi esagerando.
2. Ti restituisco il tuo respiro.
Rieduchiamo la respirazione finché non torna automatica. Diventa il tuo metro: ti accorgi della tensione che sale prima che diventi panico. È uno strumento tuo, che ti porti ovunque.
3. Un percorso che ha un inizio, e avrà anche una fine.
Dopo la valutazione ti consegno un Programma Terapeutico: nero su bianco cosa faremo, in quanto tempo, con quali obiettivi da verificare insieme. Il mio scopo non è tenerti in terapia per sempre è aiutarti a non averne più bisogno.
Non ho uno studio a Vercelli… e credimi, è meglio
Lavoro con te online.
Non devi metterti in strada d'inverno con la nebbia. Non devi trovare un parcheggio dove qualcuno riconosce la macchina. Non devi spiegare a nessuno dove stai andando e in un posto dove ci si conosce, questa non è una cosa da poco.
Ti serve solo un'ora tua e una porta che si chiude. A partire da 75 €.
Non devi metterti in strada d'inverno con la nebbia. Non devi trovare un parcheggio dove qualcuno riconosce la macchina. Non devi spiegare a nessuno dove stai andando e in un posto dove ci si conosce, questa non è una cosa da poco.
Ti serve solo un'ora tua e una porta che si chiude. A partire da 75 €.
E se preferisci vedermi di persona: lo studio di Casale
Se a un certo punto preferisci vedermi di persona, il mio studio è a Casale Monferrato. Lì c'è anche la strumentazione con cui misuro i valori di cui ti ho parlato utile quando vuoi vedere nero su bianco come stanno cambiando le cose. Non è un obbligo: ci organizziamo insieme, quando e se ha senso per te.
Questo è ciò di cui mi occupo, ogni giorno, da 35 anni
Cosa dicono le persone che ho aiutato
5
/5
MioDottore
4.6
/5
Google.com
Ti va di iniziare ad ascoltarti davvero?
Il primo colloquio serve esattamente a questo: capire, senza fretta, cosa ti sta succedendo. Costa 75 € online e 120 € in studio non è un costo, non è un prezzo: è il primo passo per avviare un percorso costruito su di te.
Tenere duro l'hai già fatto, e per anni. Proviamo a fare qualcos'altro.
Tenere duro l'hai già fatto, e per anni. Proviamo a fare qualcos'altro.
Se stai male adesso
Se in questo momento stai pensando di farti del male, non aspettare un appuntamento.
Chiama il 112, oppure Telefono Amico allo 02 2327 2327, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 24.
Parlare con qualcuno, subito, è la cosa più importante che puoi fare.
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Domande frequenti
Contatti
| Studio | Via Palestro 6, Casale Monferrato (AL) |
| Telefono | 0142 73203 |
| Cellulare / WhatsApp | 335 6005031 |
| giampaolo@falasca.it | |
| Prenotazione online | cpst.it/falascaonline |
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Recensione verificata su
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